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Esito di epatite D cronica


E' stato studiato l'impatto dell'infezione da HDV ( virus dell’epatite D ) sulla morbilità e mortalità dei pazienti attraverso uno studio retrospettivo su 188 soggetti sottoposti a un programma di sorveglianza periodica fino al 2008.

Sono stati registrati i dati demografici, lo stadio della malattia epatica, l'efficacia del trattamento, lo sviluppo di complicazioni epatiche ( ascite, emorragia esofagea, encefalopatia ) e la sopravvivenza.

Al basale,126 pazienti ( 67% ) sono risultati positivi agli anticorpi IgM anti-HDV nel siero, 171 ( 91% ) agli anti-HBe, 175 ( 93% ) a HDV-RNA sierico e 61 ( 33% ) al HBV-DNA sierico.

All'esame istologico 82 pazienti ( 43% ) hanno presentato epatite cronica, mentre i restanti 106 soggetti hanno ricevuto una diagnosi clinica e/o istologica di cirrosi; 96 pazienti hanno ricevuto terapia con Interferone ( n=90 ) o Lamivudina ( n=6 ), e 27 di loro ( 30% ) hanno raggiunto una risposta sostenuta.

Durante il follow up, l'epatite cronica è progredita a cirrosi in 21 pazienti. Tra i 127 pazienti con cirrosi epatica, si è verificato uno scompenso epatico in 42 pazienti ( 33% ) e in 17 si è sviluppato carcinoma epatocellulare ( 13% ).

La sopravvivenza libera da eventi a 5 e 10 anni è stata, rispettivamente, del 96.8% e 81.9% nei pazienti con epatite cronica, e dell’ 83.9% e 59.4% nei pazienti cirrotici ( p inferiore a 0.01 ).

All'analisi multivariata, la mancanza di terapia antivirale ( p=0.01), cirrosi alla presentazione del paziente ( p inferiore a 0.01 ) e il sesso maschile ( p=0.03 ) sono risultati predittivi in modo indipendente di un esito sfavorevole.

In conclusione, l'epatite da HDV dura diversi decenni.
La metà di tutti i pazienti che sviluppano cirrosi vanno incontro ad insufficienza epatica.
Allo stato attuale, si raccomanda di iniziare la terapia con Interferone il più presto possibile per rallentare o modificare il corso naturale della malattia epatica. ( Xagena2010 )

Niro GA et al, J Hepatol 2010; 53: 834-840


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